ARTMONIE

ARtMONIE

MARIO BASSO

ARRIGO DALFOVO

"un riparo avvolgente"

luogo: ambiente urbano di Madonna Bianca a Trento

materiali: centine ricurve in acciaio e alluminio, sostenute mediante tiranti a una trave metallica portata da due pali in alluminio estruso. Travette orizzontali in alluminio e tavolette in legno. Pannelli di tamponamento vetrati.

La mostra ARtMONIE, realizzata dal Dipartimento Cultura della Provincia Autonoma di Trento presso il centro di arte e cultura di Castel Ivano dal 27 luglio al 7 settembre 1997, rappresenta il primo appuntamento di un progetto triennale e vuole essere occasione di riflessione sul rapporto tra architettura e arti visive.

Il collegamento e la stretta relazione tra esperienze architettoniche e artistiche, storicamente, ha svolto una funzione essenziale nella qualificazione dello spazio pubblico, ma, oggi, il loro rapporto é divenuto complesso e di questa problematicità ARtMONIE vuole essere testimonianza e analisi.

La mostra, realizzata nella splendida cornice di Castel Ivano, presenta pertanto due sezioni distinte, l’una di architettura l’altra di scultura, che sono espressione della difficoltà di un dialogo e al tempo stesso della ricerca di un confronto. Essa testimonia il crescente interesse da parte delle amministrazioni pubbliche verso il disegno (o ridisegno) degli spazi urbani rappresentativi: da anni in Europa amministrazioni comunali e architetti sono impegnati in programmi di riqualificazione dello spazio pubblico, con interesse evidente per l’immagine della città che si vuole comunicare a livello internazionale e che al tempo stesso deve essere espressione di una identità locale. La cultura architettonica internazionale si sta dimostrando molto attenta, più che all’abbellimento delle città, alla costruzione consapevole di nuovi paesaggi attorno alle grandi infrastrutture, alle reti dei servizi, ai nodi di interscambio che connotano decisamente le realtà urbane contemporanee.

Le immagini presentate nella mostra sono state selezionate con l’obiettivo di esemplificare i progetti più significativi e recenti realizzati in città dell’arco alpino. Collocati nel cuore di grandi città o di paesi per i quali la ridefinizione dello spazio pubblico si inscrive in un  progetto di ricostruzione di identità, le proposte presentano un ampio ventaglio di orientamenti e indirizzi.

Per quanto riguarda la sezione “Da spazio e luogo il cammino dell’architettura” sono presentate in mostra alcune delle più significative soluzioni locali e internazionali.

Sono esposti infatti progetti di ridisegno urbano riferiti alla piazza di Aldeno (i primi cinque classificati nel concorso di idee), relativi a Graz, Klagenfurt, Ticino, Lubijana, Salisburgo e altre 25 proposte di microspazi in Trentino, oltre a un esempio di macrospazio con il plastico della città di Rovereto per offrire spunti e motivi di attenzione e approfondimento suscettibili di ulteriore sviluppo.

“Confini” é il titolo della sezione di arti plastiche che fa da controcanto a quella di architettura e sta a indicare l’intenzione di segnalare la problematicità di una precisa perimetrazione per il territorio della esperienza scultorea contemporanea. Sulla base di tale convincimento la sezione presenta opere di artisti che più facilmente sono identificabili con la tradizionale definizione di scultura, accanto ad altri che, invece, intrattengono con il linguaggio scultoreo rapporti più complessi e controversi.

I vari autori delle opere sviluppano, negli spazi carichi di suggestione di Castel Ivano, un dialogo serrato, offrendo ciascuno oltre la testimonianza della propria fortissima identità, anche la disponibilità ad aprirsi a nuovi sensi di lettura tracciando sempre nuovi confini al dominio dell’invenzione plastica.

 

Il Presidente della Provincia Autonoma di Trento

 

avv. CARLO ANDREOTTI