COSTRUIRE n. 119  - 1993

L' idea di conservare aerei o locomotive del passato accanto alle stazioni contemporanee, costruendo musei adeguati per dimensione e per tipologia alla funzione che devono sottendere e togliendo quindi questi apparecchi dalle sale dei musei della tecnica, spesso insufficienti a contenere anche le più piccole invenzioni, è un'ipotesi che andrebbe estesa a tutto il territorio nazionale.

Non c'è luogo migliore, se collegato in rete con il cervello del museo principale, per conservare l'archeologia dei mezzi del movimento di quello in corrispondenza, appunto, degli aeroporti e delle stazioni ferroviarie, dove spesso siamo costretti ad attese più o meno lunghe. E' di questi anni inoltre una giusta attenzione alla trasformazione aeroportuale in tutti i Paesi del mondo e anche in Italia: qui con risultati scarsi rispetto all'impegno che dovrebbe esistere, anche se recenti sono i rinnovamenti dell'aerostazione di Roma e di Milano Linate, dove la sapienza progettuale di Aldo Rossi ha saputo unire l'espressione tecnica dei finger e di una generale funzionalità aeroportuale con l'architettura e con i suoi materiali (in questo caso blocchi di marmo di Candolia).

Il piccolo aeroporto di Trento è stato oggetto di un intervento polifunzionale che va appunto nel senso dell'integrazione con la capacità ricettiva e museale. Così, quattro corpi distinti, ma strettamente collegati tra loro, individuano l'aerostazione su diversi livelli; l'hotel con disponibilità di quaranta posti letto; il salone del museo; i servizi di supporto e i locali tecnici per tutto l'organismo edilizio.

Il museo è intitolato a Gianni Caproni (progettista e fondatore della omonima società aeronautica, nato appunto in Trentino nel 1886) e comprende una rassegna di cimeli storici e tecnologici interessantissimi: diciassette aeroplani e la riproduzione dei luoghi di lavoro e dell'officina nella quale venivano prodotte le eliche in legno dei primi apparecchi. Le salette collettive e l'informatizzazione multimediale consentono di acquisire numerose informazioni sulla storia dell'aeronautica e sulle implicazioni del futuro, mentre la struttura in legno lamellare a cassettoni del grande salone espositivo, con campata libera di 32 metri, permette la sospensione degli aeroplani. La scelta espressiva del museo, aperto sull'aeroporto da una parte e sulle colline di Trento dall'altra, è del tutto singolare. Sulle murature in cemento armato risalta con determinazione il rivestimento a fasce orizzontali di alluminio color grigio chiaro e lilla, con serramenti in alluminio color azzurro avio. Su pianta rettangolare, il corpo della sala espositiva, di cui di prevede l'ampliamento, presenta grandi aperture regolari e, sul lato est, quattro trasparenze scalettate dal basso verso l'alto, anche se é proprio l'impostazione dell'aspetto esterno della facciata l'elemento più significativo dell'opera, di cui si è voluto definire cosi, assieme al corpo servizi, la differenza con la parte restante del complesso, rivestita in lastre di marmo rosso di Verona (che accompagnano i serramenti in alluminio azzurro avio). Anche qui ampie aperture scalettate, finestre tonde, trasparenze agli angoli accompagnano, di volta in volta, i due corpi volutamente differenti.

L'aerohotel, con telai in cemento armato e murature in blocchi di laterizio alveolato, è impostato su due livelli, con copertura piana coibentata, manto in pvc e ghiaino zavorrato di protezione. Le lastre di marmo sono disposte verticalmente e scandiscono le parti piene dei fronti, mentre le angolature sono connotate dai profilati a taglio termico del serramento. Le camere, a uno o due letti, sono distribuite al primo e secondo piano, mentre il piano terreno è destinato alle hall, ai soggiorni, al bar e al ristorante.

L'aerostazione è stata costruita con lo stesso sistema strutturale e di finiture, anche se la posa delle lastre di marmo rosso di Verona è alternata con listelli in nero Africa. La hall è collegata direttamente con il museo aeronautico e con l'hotel mentre il primo livello è destinato alle sale dell'aeroclub e agli uffici amministrativi del complesso. L'articolazione volumetrica del complesso non si svolge solo in altezza - 8,30 metri per la sala museo, 4 per il corpo servizi, 9,50 per l'hotel, 6,80 per l'aerostazione e 11 per la torre di controllo - ma si esprime anche nelle planimetrie e nel differente calibro degli edifici.

La volontà anticonformista nel complesso realizzato a Trento è evidente sia dalle scelte cromatiche che di linguaggio, anche se si fonda su un'idea di superamento dei rapporti tradizionali con l'uomo e con l'ambiente. Le espressioni di fantasia e di formalismo, d'altra parte, denunciano l'entusiasmo e la passione del progettista: e la passione non sarà certo estranea a chi visita quegli spazi espositivi per leggere la storia da Icaro a Leonardo, dai fratelli Wright allo Shuttle.

Claudio Frollo 

Un museo e un hotel di fianco all'aeroporto: a Trento, con marmo rosso di Verona e con alluminio si riveste un gruppo di cimeli Storici e la funzionalità di chi parte e arriva nello splendido paesaggio trentino

AEROSTORIA E AEROFUTURO

TUTTI I NOMI E I NUMERI

 

Committenti:

   Società Aeroporto G. Caproni Spa

   Associazione Museo dell'aeronautica G. Caproni

 

Progetto e allestimento degli interni:

   Ingegner architetto Mario Basso

Calcoli strutture:

   Ingegner architetto Mario Basso

Direzione Lavori:

   Ingegner Claudio Pedrotti

Tempi di realizzazione:  

   ottobre1989 - settembre 1992

Impresa esecutrice:

   Opere edili: Zorzi Costruzioni (TN)

   Impianti elettrici: Imprelettric (TN) 

   Impianto di condizionamento: Knycz (TN)

Forniture: 

   Copertura di legno del museo: Holzbau, Bressanone (TN)

   Serramenti in alluminio: Sovilla serramenti (TN)  

 

Superficie del lotto:            13.446 mq                                 

Supertficie coperta:

   aerostazione:                         420 mq

   aerhotel:                                312 mq

   museo:                                1.960 mq

Superficie di calpestio:         

   aerostazione:                        740 mq

   aerhotel:                                824 mq

   museo:                                2.000 mq

Volume totale:                     17.778 mc