COSTRUIRE  n. 60  -  1988

Sono solo poco più di mille metri quadrati di superficie coperta, eppure la ricca articolazione planivolumetrica di questo edificio terziario, sede degli undicimila iscritti all'Associazione degli artigiani della provincia di Trento, con uffici per 90 dipendenti, farebbe pensare a dati dimensionali maggiori. Quello che in generale si è un po’ perso, in un periodo di occupazione del massimo volume indifferenziato, e cioè il gioco anche delle altezze per riferirsi correttamente al contesto, viene qui riproposto per definire la via principale di affaccio e per denunciare la pluralità di funzioni. Che sono numerose. Al piano rialzato si trovano infatti le sale consiglio e conferenze, gli uffici tecnici e paghe, oltre all’atrio, al bar e all’alloggio custode. Al primo e al secondo piano sono invece collocati gli uffici fiscali, contabilità, credito e sindacali, mentre il terzo piano è occupato dal centro elaborazioni dati, dalla biblioteca e da una sala riunioni. Al quarto piano infine, sono gli uffici di direzione e presidenza, i centri studi e formazione professionale e le pubbliche relazioni.

Mala divisione funzionale trova nella fisicità edilizia la sua vera espressione. Si può dire che il parallelepipedo accoglie le parti strettamente amministrative mentre la piastra ospita le zone nelle quali si svolge la vita pubblica dell’edificio. La pianta infatti è compatta da una parte e libera dall'altra, dove il taglio a fetta di salame, determinato dalla forma del lotto, si accompagna a una distribuzione aperta su pilastri e setti in cemento

‘armato, che arriva a forme curve e spezzate e che genera un ampio spazio porticato. In mezzo sta il volume a

pianta trapezoidale dei percorsi verticali, quasi ad accentuare la voluta separatezza tra i corpi. “L'immagine di solidità espressa dalle facciate del volume alto - spiega l'architetto Mario Basso, che ha progettato l’edificio - è accostata dialetticamente al diverso trattamento dei prospetti lungo il perimetro della piastra, volutamente diversificati nel linguaggio formale per sottolineare la diversità di destinazione d’uso interne”. E in effetti la corrispondenza tra pianta e immagine esterna viene ricercata più dell’unità stilistica, accennata dalle aperture quadrate, dall’intonaco chiaro, dagli stessi serramenti d’alluminio. Il tema dell’unificazione interna di un complesso è stata da altri perseguita quasi esasperatamente, come in Richard Meier per esempio, se si parla dei maestri. Della poetica dell’architetto americano l’edificio prende forse alcuni elementi presenti nel museo di Stoccarda; il gusto della trasgressione, il fronte pieno di elementi autonomi, il loggiato portico semicircolare. Ma qui il segno è pura libertà, non eccezione. Qui “la dialettica formale e la complessità volumetrica - sostiene Basso - costituiscono la tensione dell’edificio e ne generano insieme la ricchezza e la contraddizione”.

Perla verità, già il corpo amministrativo, caratterizzato dagli elementi frangisole verticali che si chiudono in forme quadrate all’ultimo piano a coronamento della testa dell’edificio, dimostra l’uso possibile, non anodino delle componenti edilizie, che disegnano già da sole la facciata. Facciata che presenta da subito due eccezioni. La pensilina curva in cemento armato aggettante sottolinea, con la bussola pure curva e

piena (ma laterale), l'ingresso all’edificio, che avviene attraverso sei gradini. Sul fronte compare poi, simmetricamente alla bussola, una parte quadrata che interrompe il ritmo del brise-soleil, denuncia la zona dell’attività prevalente (la contabilità) e attua una soluzione stilistica propria, con nove finestre quadrate in alluminio posate a filo esterno. I ritmi verticali sono dunque rielaborati visivamente sulla base di questo elemento dei pieni della pensilina (che sopra è balcone con fioriera) e della bussola (che presenta una sottile fenditura verticale).

Di sporgenze e di complessità sono ricchi i fronti anche della piastra, con tagli scenografici tra muri sottili e corpi robusti, con piccole e grandi finestre quadrate, con serramenti continui verticalmente, con pilastrature di definizione dell’in- terno(e di struttura ovviamente) che si colgono anche da fuori, con gli andamenti curvi murari solo nella metà superiore. Anche il fronte a fetta di salame è spezzato in due parti simmetriche: e di lato compare un’altra forma curva, realizzata da un colonnato a doppia altezza con parapetto pieno e indipendente sui lati dalla linea circolare. Il portico (controsoffittato in doghe di alluminio e coibentato con 6 cm distirofoam) gli ingressi protetti, la corte geometrica che si forma tra la sala consiglio e la sala conferenze, costituiscono una continuità di piano che connette e travalica i singoli corpi, sui quali rimane apparentemente isolata la torre precisa e pulita delle scale. la copertura, con barriera vapore, poliuretano espanso, manto in pvc e ghiaietto, inutile dirlo, è piana, coerentemente con scelte edilizie che vogliono creare un'immagine significativa e nuova rispetto alla città, ottenuta peraltro dal sistema costruttivo tradizionale. I serramenti in alluminio a taglio termico anodizzato e color nero opaco con. vetri Termopan Diaplus fanno la parte del leone nelle loro diverse tipologie: masi inseriscono nelle strutture murarie che di volta in volta ripropongono andamenti verticali o orizzontali in un gioco compositivo continuamente teso a elementi di simmetria e alla loro negazione. Edificio di città, non di campagna, edificio inserito perfettamente nella cultura e nell'Italia che cambia, la sede degli artigiani non tenta inutili contaminazioni con il paesaggio, perché vuole essere isolato e diverso. E a questa sensazione contribuisce il bianco panna (e grigio nei corpi sporgenti) dell'intonaco che riveste le murature perimetrali in blocchi di laterizio alveolato.

 

Angelo Bugatti

La sede dell’Associazione degli artigiani, appena terminata nella zona Nord della città, si articola in più corpi e in diversi caratteri. Costruita in tradizionale, compone con elementi edilizi come i serramenti continui e i brise-soleil la regola delle facciate

e si permette continue trasgressioni.

TUTTE LE FUNZIONI IN FACCIATA

Il progetto in cifre

Progetto: Ing. Arch. Mario Basso -  collaborazione Arch. A. Deconcini

 

Calcoli strutturali: Ing. M. Fattoretti

 

Direzione dei lavori: Ing. Arch. Mario Basso

 

Impresa costruttrice: Zorzi Costruzioni S.p.A. di Trento

Tempi di esecuzione: inizio lavori aprile 1986 ; fine lavori ottobre 1987

 

Superficie del lotto 3.430 mq.

Superficie coperta  1.128 mq.

Superficie di calpestio 3.335 mq.

Volume totale 10.280 mc. (compreso il seminterrato di 1.400 mc.)

Importo globale dei lavori: 3.040 milioni cosi suddivisi:

 

- opere murarie, da pittore, da falegname:         2.350.000.000 £

- serramenti in alluminio a taglio termico con vetro Diaplus

  160.000.000 £               Ditta Bernabé S.p.A. Trento

 

- impianto di riscaldamento, raffrescamento, estrazione aria e idrico- sanitario:

  315.000.000                  Ditta F.lli Dalcolmo  Trento

- impianto elettrico, impianto rilevamento fumi, impianto allarme, impianto sonoro con apparecchio radio collegato con tutti gli uffici:

  215.000.000                  Ditta Imprelettric s.n.c. Trento

Costo unitario di 907 mila lire al metro quadro.

L'intera operazione è stata finanziata sia attraverso la vendita della vecchia sede (1.700 milioni), sia attraverso l'accensione di mutui bancari.