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Piano Attuativo per la zona C4 a Canova di Gardolo

Trento

1997

1° CLASSIFICATO

con:

arch. Chiara M.A.Bertoli

arch. Elisabetta Bosin

arch. Angela Castellana

consulente:

arch. Jurij Kobe

ANALISI  MORFOLOGICA  DELLA  STRUTTURA  INSEDIATIVA

Assumendo l'area di intervento come osservatorio privilegiato per la definizione di una strategia per il riassetto complessivo del territorio facente capo alla circoscrizione di Gardolo, appare necessario innanzitutto allargare l'ambito di indagine all'intera sezione valliva.

Operando un'analisi morfologica del contesto così esteso, che sappia leggere l'articolazione degli spazi edificati, degli spazi aperti e dei tracciati di relazione in modo disaggregato, emergono in modo evidente alcune problematiche e specificità dell'ambito in questione.

Ad una struttura insediativa disarticolata, frammentaria che si dispone secondo regole proprie ad occupare i lotti resi edificabili, corrisponde una trama minuta di tracciati di relazione, di partiture dei terreni agricoli, persistenze storiche puntiformi che costituiscono la struttura riconoscibile, identificabile del territorio indagato.

I centri storici minori, i nuclei abitati, i casali di campagna, come luoghi di condensazione dell'urbanizzazione più recente, appaiono ancora riconoscibili nella loro disposizione precisa rispetto ai tracciati viari che collegavano queste polarità: trasversalmente alla valle Roncafort a Canova e Melta, Masorossi a Gardolo o longitudinalmente Masorossi a Canova e Roncafort, Gardolo a Melta.

A questa orditura di tracciati di relazione corrisponde ed appare ancora riconoscibile, impressa nella forma del territorio, nelle divisioni catastali delle proprietà fondiarie, una trama minuta di partitura dei terreni agricoli, di fossi, di canali, di alberature.

Ad essa si sovrappongono, secondo logiche proprie, le grandi infrastrutture viabilistiche che interrompono la fitta rete di tracciati trasversali e segnano delle profonde cesure nella struttura complessa della relazioni.

Se da una parte la struttura edificata indica una tendenziale convergenza delle conurbazioni di Gardolo e Canova lungo la via Brannero, a definire un unico grande agglomerato, e, sul versante meridionale, una tendenziale saldatura alle propaggini di Trento Nord con i suoi insediamenti monofunzionali, l'analisi della struttura degli spazi aperti evidenzia la persistenza di ampie fascie di territorio agricolo, intervalli che identificano e rendono riconoscibili ambiti diversi quali quello di Roncafort rispetto a Canova-Gardolo e Melta sul versante opposto. Ma ancora una fascia di terreno non edificato segna seppur debolmente il confine e quindi la variazione tra la zona commerciale di Trento Nord ed il sobborgo in oggetto.

Allascala più locale, analizzando l'ambito specifico di intervento, delimitato dall'espansione di Canova lungo la via Paludi ad Est, dalla circonvallazione a Sud, dalle linee ferroviarie delle FS e della Trento-Malè ad Ovest, ed i suoi intorni più immediati emergono come punti nodali, centralità di riferimento per l'abitato, l'attestamento su via Soprassasso, punto di ingresso al quartiere da Nord, e la paiazza di Canova con le sue persistenze storiche e la Chiesa con le attrezzature parrocchiali ed il parco di recente realizzazione. Così letta la struttura dell'edificato può essere interpretata come sistema lineare, di cui i due ambiti sopra individuati formano le testate e via Paludi la spina portante. Ma lo studio della morfologia e degli assetti locali individua anche come persistenza significativa il tracciato di via Canova che, tagliando in due l'area di progetto, segna una soglia precisa di variazione degli assetti: la memoria delle partiture agrarie impressa e sedimentata nelle divisioni fondiarie evidenzia lungo questa linea un punto di rotazione cui corrisponde la disposizione di un edificato che seppur debolmente caratterizzato e frammentario, assume nelle distinte parti, questi orientamenti.

Appare quindi come all'interno di una conurbazione di recente formazione permangano i segni di una struttura storica riconoscibile e come questi coincidano con i nuclei di riferimento di un abitato periferico che non ha limiti definiti, tessuti, articolazioni e gerarchie spaziali.

E' proprio su questa debole trama di persistenze che il progetto intende operare ricercando gli ancoramenti e definendo nuove gerarchie spaziali che sappiano evidenziare le specificità locali riconosciute e assunte come potenzialità trasformative.

 

STRATEGIA PROGETTUALE

 

Assetto morfologico alla grande scala

Il progetto, interrogandosi sul ruolo che l'intervento può assumere nel contesto esteso del territorio facente capo alla circoscrizione di Gardolo e sulle relazioni che fra le differenti parti si possono instaurare, opera alcune scelte significative alla grande scala ai fini di ricostituire i riferimenti in un territorio periferico destrutturato e dequalificato.

Prefigurando una forma possibile dell’assetto complessivo definisce alcune condizioni di rapporto preciso.

Come una conurbazione consolidata appare definita da confini precisi tra parte urbanizzata e terreno agricolo, così il progetto individua i limiti dell’edificato operando nel senso di una rimarginazione del tessuto esistente per preservare gli intervalli individuati tra Canova e Gardolo, letta come realtà unitaria strutturata lungo via Brennero, e, sui distinti versanti, Roncafort da un lato, Melta dall'altro e il centro direzionale e commerciale di Trento Nord verso sud.

 

 

Ridefinendo infatti un fronte urbano unitario e ponendo quindi un limite alla tendenziale saldatura conurbativa, il progetto mira alla ricostituzione di una identità precisa delle parti, riconoscibili perché diverse da ciò che sta oltre (Identità/Differenza), perche individuate e segnate nella loro estensione, perché caratterizzate da specificità insediative proprie.

All’interno di questa logica generale diventa allora rilevante designare i luoghi di riferimento per l’abitato esteso e stabilire tra queste centralità le correlazioni alla scala territoriale. Individuati i luoghi che potenzialmente possono assumere tale ruolo o che in parte già lo rivestono, il progetto, innervandosi su tali elementi, si dispone a rafforzarne le caratteristiche, a strutturarne le correlazioni.

Emerge allora idealmente una sorta di quadrilatero le cui pietre angolari corrispondono ai nuclei di antica origine, il centro di Gardolo e la Piazzetta di Canova, o ai punti nodali della rete viaria, ’incrocio di via Paludi con via Soprassasso e l’incrocio della via Canova con la S.S. del Brennero oltre via Bolzano, piu debolmente individuato ma passibile di modificazioni significative. Sui cardini di questo sistema si innestano, non a caso, i tracciati di relazione che collegano Roncafort, Masorossi e potenzialmente Melta di Gardolo.

 

RAPPORTO LOCALE - GLOBALE

 

Tracciati di relazione alla grande scala

Innervandosi sulla rete dei tracciati esistenti e previsti dal Piano Regolatore Generale, il progetto individua come assi principali di collegamento trasversale a Nord la via Soprassasso che, passando per Masorossi, si innesta sul nuovo cavalcavia e raggiunge Roncafort raccordandosi alla prosecuzione di via Maccani; centralmente la via Canova che, unendo il centro di Roncafort alla piazzetta di Canova, potrebbe raccordarsi alla S.S. del Brennero, superando la via Bolzano, in sotterranea oppure grazie alla progettata rotatoria, e di li, lungo I’asse previsto dal P.R.G., raggiungere Melta di Gardolo; a sud il progetto infine ipotizza la costruzione di un cavalcavia di raccordo tra via Paludi e via Caneppele onde evitare il difficile attraversamento della zona commerciale appena a sud della circonvallazione.

Longitudinalmente il progetto sceglie il rafforzamento di via Paludi risolvendone in rotatoria l'imbocco dallo svincolo di Gardolo, mentre individua una rete di tracciati che ad una scala più locale servono il nuovo intervento.

Importante diventa invece il rapporto istituito con la ferrovia della Trento-Malé che, nell’ipotesi di trasformazione in sistema metropolitano,

 

diventerebbe importante asse di collegamento con il centro urbano di Trento. Di li la scelta di collocare la stazione in corrispondenza del terminale di via Canova in quanto in posizione baricentrica rispetto all’intero insediamento di Canova ma nello stesso tempo ben relazionata al nucleo di Roncafort ed alle sue estensioni grazie alla realizzazione di un sovrappasso pedonale e ciclabile.

Al sistema generale della viabilità si sovrappone infine un’articolata rete di percorsi ciclo-pedonabili che dal centro di Gardolo, passando di fianco al Cimitero entra nell’area di progetto, la attraversa nella sua interezza, trovando in corrispondenza della stazione un attraversamento verso Roncafort e le rive dell’Adige, ed in prossimità dei margini meridionali dell’abitato la possibilità di proseguire verso Trento o di scavalcare la via Bolzano e raggiungere, lungo le aree sportive ed il parco pubblico previsti dal P.R.G., Melta di Gardolo o ritornando verso nord la piscina di Gardolo ed ancora una volta il centro storico chiudendo l’anello.

 

Assetto morfologico alla scala locale

Fissate le condizioni di rapporto con il contesto esteso il progetto si dispone ad interpretare le trame e la struttura di un territorio destrutturato e privo di un disegno riconoscibile ma segnato da presenze storiche puntuali, scandito da fossi e canali, strade di campagna, tracciati che impressi come orme nella forma dell’insediamento ricordano la struttura del territorio agricolo.

Ricercando la complessità di un tessuto storico consolidato e l’integrazione, nella sua trama di spazi e di percorsi, di tutte le attività, dal lavoro alla residenza, dal tempo libero alle relazioni sociali, culturali, commerciali, alle funzioni di culto e di governo, il progetto prefigura un nuovo assetto possibile.

Operando nel senso di una rimarginazione dell’abitato individua un sistema di centralità, di luoghi di riferimenti per una collettività ritrovata ed una sequenza di spazi integrati a correlazione.

E’ infatti dalla scelta dislocativa dei grandi spazi pubblici o collettivi che muove il progetto:

il centro culturale, attestato lungo la via Soprassasso, si dispone come porta del sistema, elemento che stabilisce una tensione correlativa con il nucleo storico di Gardolo;

il centro scolastico e la piazza come baricentro dell’intervento ed elemento che, come una croce di fondazione, viene a definire rapporti precisi tra la stazione della metropolitana in superficie e via Paludi;

il polo sportivo a sud che si dispone a contrappunto, sul versante opposto di via Bolzano, dell’area sportiva prevista vicino a Melta di Gardolo dal PR.G.

 

 

Ma ancor più sono gli elementi, gli spazi che correlano queste polarità a divenire significativi nella riqualificazione complessiva di quest’area periferica:

il parco pubblico che, come riflessione del parco esistente, innerva il sistema costruito e lega il centro culturale alla piazza del centro scolastico:

il corridoio verde che lega la stazione a via Paludi e si incardina in tal modo sulla struttura esistente ricercando un rapporto preciso con il parco di recente ultimato, la piazzetta di Canova con la sua Chiesa e le attrezzature ad essa annesse:

ed ancora il percorso ciclo-pedonabile che affiancato alla linea ferroviaria supera la stazione della metropolitana e di li lungo gli orti urbani, raggiunge il polo sportivo.

Quello che si viene a definire è allora un progetto a scala urbana che ricercando ancoramenti precisi alla struttura insediativa, riqualifica e valorizza le specificità locali.

L’impianto complessivo aderisce ai deboli segni della struttura del territorio agricolo, ne assume gli orientamenti dispositivi interpretando la rotazione delle trame di partitura dei terreni lungo via Canova e risolvendo nell’articolata piazza centrale il duplice orientamento.

Definendo un limite all’espansione dell’edificato prefigura il nuovo fronte urbano preservando quel brano di territorio agricolo verso Roncafort come intervallo capace di mediare il difficile rapporto con il tracciato ferroviario. Il solo edificio che si attesta sulla stazione, come la freccia di un arco teso, misura questa distanza.

Le realtà urbane e rurali si trovano quindi a coesistere in un impianto che preserva testimonianze storiche seppur di debole valore documentario, ricompone trame e correlazioni specifiche, integra le parti con percorsi, passeggiate, piste ciclabili, definisce funzioni specifiche degli spazi aperti come parchi, giardini, orti urbani e terreni agricoli orientandosi nel senso di una mirata riqualificazione ambientale del sito.

Ma ancor più 'impianto nella sua interezza si pone come elemento di mediazione tra tessuto esistente e territorio circostante. E’ un problema di rapporto, di relazioni che il progetto nella sua disposizione stabilisce localmente con le parti edificate e con i tracciati esistenti o di piano preservando visuali, percorsi, rapporti dimensionali, assumendo queste specificità come elementi di caratterizzazione di un impianto dal disegno riconoscibile e quindi dotato di un’identità specifica.

Dall’attestamento sulla rotonda di via Soprassasso, con l’emergenza del centro culturale, al parco pubblico; dalla piazza centrale alla via Paludi con la disposizione di un piccolo edificio che si confronta con l'esistente al di là  della strada; dalla costruzione del fronte dell’edificato a sud di via Canova alla definizione della testata meridionale con le sue corti aperte verso il nucleo storico di Canova bassa ed il centro sportivo, il progetto integra, correla, articola le parti e le ricompone in un tutto che appare unitario mentre è localmente specificato.

 

INTERVENTO E AMBIENTE

 

Diventa a questo punto interessante verificare in che modo il progetto risponda alla presenza di alcuni elementi di pregio ambientale quali ’esposizione e le visuali 0 a condizionamenti ambientali quali la ventosità e la presenza di fonti di rumore (reti viabilistiche primarie e linee ferroviarie che perimetrano l’area).

 

Visuali

Individuata come significativa la presenza di coni visuali da preservare e valorizzare quali quelli verso la Valle del Rio Carpine e le rupi rocciose del Pont del Diaol da un lato e del sistema di dossi e vallette che sale verso la cima del Palon dall’altro o di riferimenti visuali da focalizzare, come il Doss Trento, il progetto dispone i percorsi ciclo-pedonabili ed apre gli spazi pubblici secondo tali orientamenti ed allineamenti facendoli entrare nella composizione spaziale come fondali o quinte di chiusura.

La particolare disposizione degli edifici con le corti aperte lungo il parco e la chiusura della piazza centrale verso ovest con il solo volume basso del centro scolastico preservano una visuale ampia sulle pendici montuose mentre la stessa disposizione degli edifici con i sui tagli ed il suo orientamento consente alla quasi totalità degli alloggi di godere di tale panorama.

Ed ancora il percorso centrale lungo il canale che attraversa I’intera area risulta disposto in asse col Doss Trento mentre la pista ciclabile che segue parzialmente il tracciato della linea ferroviaria e si sposta poi lungo il canale nella parte bassa dell’intervento consente di apprezzare nella sua interezza gli elementi di pregio sopra evidenziati.

 

Soleggiamento

La sovrapposizione della specifica articolazione dell’impianto insediativo evidenzia che la maggior parte degli edifici e degli spazi pubblici di rilievo risultano disposti proprio in quella porzione dell’area che gode delle migliori condizioni di soleggiamento. Rimane comunque da sottolineare che Iintera area gode di condizioni di esposizione sostanzialmente favorevole.

 

Ventosità

Evidenziato il problema dell’Ora del Garda che, provenendo dalla Valle dei Laghi, si abbassa sulla Valle dell’ Adige in corrispondenza della “Soglia di Terlago” e parzialmente deviata dalle pendici del Gazza-Paganella, insiste sulle aree di Trento Nord, il progetto sceglie di orientare gli edifici secondo l’asse nord-sud per proteggere dal vento le aree più interne dell’edificato.

In particolar modo fa discendere anche da tale considerazione la disposizione del parco urbano che, oltre ad essere elemento preciso di connessione tra le polarità evidenziate, risulta essere interamente protetto dall’edificato e quindi agevolmente praticabile in tutti i periodi dell’anno.

 

Rumorosità

Rispetto alla situazione evidenziata dai monitoraggi acustici effettuati sull’area di progetto ed in base a studi sulla riflessione delle onde sonore, il problema appare difficilmente risolvibile con la disposizione di barriere antirumore in policarbonato o simili in quanto queste finirebbero per aggravare il problema verso Roncafort.

Tra P'altro il rumore lontano dell’autostrada e della ferrovia sembrano riflettersi sulle pendici rocciose che sovrastano I’area. Per questo la risoluzione radicale del problema parrebbe essere la copertura in tunnel della rete ferroviaria.

Rispetto a tali considerazioni generali il progetto ha quindi optato per la disposizione attenta degli elementi costruiti nel rispetto delle condizioni locali di rumorosità cosi come rilevate.

Gli edifici residenziali si dispongono a debita distanza dalle fonti di inquinamento acustico e costituiscono un’utile barriera al rumore per le aree più interne dell’edificato.

Il centro scolastico si localizza nell’area che, oltre ad essere baricentrica rispetto al quartiere, coincide con la zona meno rumorosa e quindi più appropriata a tale destinazione.

Il polo sportivo con le sue attrezzature viene invece ad occupare quell’area che, a diretto contatto con lo svincolo della tangenziale con via Brennero, risulta avere livelli di inquinamento acustico troppo elevati per l’insediamento di altre funzioni.

Fissate queste condizioni di rapporto con le fonti di rumore il progetto dispone una quinta arborea che, come barriera vegetale fono-assorbente, aumenta nel suo spessore rispetto alla criticità del problema.

 

I LUOGHI CENTRALI

 

Il Centro Culturale

Pensato al servizio di una collettività più estesa, il Centro culturale si pone come attestamento del sistema lungo la via Soprassasso. Facilmente accessibile dalle reti viabilistiche principali (svincolo di Gardolo) e dotato di un ampio parcheggio interrato oltre che di un parcheggio in superficie, viene pensato come struttura integrata che ospita uno spazio teatrale tradizionale per 400-500 persone, due sale cinematografiche della capienza di 150 persone circa ed alcune sale polifunzionali per riunioni, incontri, conferenze, attività particolari.

Il suo volume si articola attorno alla piazza che, delimitata da edifici residenziali disposti a consolidare i bordi dell’edificato esistente, si apre verso la progettata rotonda.

La torre scenica, come elemento di riferimento visuale, si dispone in asse al percorso che innerva I’intero insediamento.

 

Il parco

Invaso verde, delimitato da corpi in linea, disposti a completamento dell’edificato esistente verso via Paludi, e da una struttura articolata in una sequenza di corti aperte sul versante opposto, il parco connette il centro culturale alla piazza del centro scolastico. La sua definizione spaziale si estende dall’ambito propriamente pubblico alle corti aperte semi-pubbliche, che su di esso si affacciano, ed oltre, visivamente, alle pendici montuose.

Il centro scolastico

Localizzato in posizione baricentrica rispetto all’intero quartiere di Canova, il progettato centro scolastico con asilo nido e scuola materna, è dimensionato per soddisfare le esigenze complessive del quartiere.

Attestato sulla piazza centrale, si articola attorno ad una corte interna mentre le sue pertinenze si estendono ad un ampio giardino perimetrato da un porticato per il gioco al coperto.

 

La piazza

Luogo centrale attorno al quale si articolano edifici porticati che con caratterizzazioni tipologiche diverse sono in grado di accogliere funzioni residenziali, attività terziarie, commerciali o spazi per servizi di quartiere come la posta, un ambulatorio medico o servizi sociali € spazi per le associazioni di quartiere.

Si reinterpreta allora la complessità tipologica e l’integrazione funzionale caratteristica degli stratificati meccanismi di formazione della città storica.

 

 

La stazione

La localizzazione della stazione in posizione baricentrica rispetto all’area garantisce la copertura dell’intero bacino di utenza mentre diviene occasione per strutturare un luogo urbano significativo e ben correlato all’intero quartiere.

Inoltre la vicinanza a via Canova la individua come punto di interscambio con la linea di autobus che attualmente connette Roncafort, Canova e Gardolo.

Corridoi verdi, percorsi ciclo-pedonabili, canale d’acqua e bacini da via Paludi sin alla piazza e poi oltre verso la stazione, corridoi alberati evidenziano le connessioni che gerarchicamente appaiono più rilevanti all'interno del sistema complessivo.

Longitudinalmente, dal centro culturale al polo sportivo, un sistema integrato di percorso pedonale, canale d’acqua e pista ciclabile connette le diverse parti dell’insediamento.

Emerge allora il segno di una croce di fondazione come intersezione di percorsi è fissazione di un luogo come punto di riferimento: la piazza.

 

Il centro sportivo

A conclusione del sistema, con una gerarchia diversa rispetto agli altri elementi della composizione urbana, si dispongono le attrezzature sportive di quartiere facilmente raggiungibili dal centro di Canova lungo 1 percorsi che si snodano all’interno dell’area. Il campo sportivo con le sue strutture di servizio ed alcuni campi da tennis sostituirebbero I’attuale attrezzatura localizzata lungo via Soprassasso.

 

IL TESSUTO RESIDENZIALE

 

Specificazione tipologica

Individuate le determinanti morfologiche che regolano, per rapporto all’esistente, la definizione formale dell’edificato, il progetto indaga le problematiche connesse alla specificazione tipologica degli edifici.

Analizzata la composizione della popolazione ed assunta come condizione indispensabile per una riqualificazione non solo spaziale ma anche sociale, I'integrazione delle diverse componenti sociali (giovani, anziani, singoli, giovani coppie, famiglie con prole o senza, professionisti, impiegati e operai), il progetto opta per risoluzioni tipologiche molto articolate che possano dare un’adeguata risposta alle più svariate esigenze sia di utenza che di attuatori (privati, cooperative, edilizia economico popolare).

Dagli edifici singoli alle case a schiera unifamiliari o bifamiliari, dalle soluzioni in linea alle aggregazioni in corti aperte, lo spazio costruito si specifica e si rapporta in modo diverso con lo spazio aperto individuando una gerarchia complessa e sempre diversificata di sequenze di spazi dalla strada al parco pubblico, dal percorso ciclo-pedonabile al porticato, dal giardino condominiale al giardino privato, dai terrazzi alle logge. Questo garantendo a  ciascun edificio o alloggio analoghe condizioni di esposizione, visuale e soprattutto rapporto con il verde pubblico, privato o destinato alla coltivazione (orti urbani e frutteti esistenti).

Le soluzioni ipotizzate evidenziano infine la flessibilità distributiva degli alloggi che possono essere di metrature molto diverse, con una, due o più stanze, in simplex o duplex, con giardino privato o condominiale, con terrazzo o loggiato, sempre e comunque con parcheggio coperto.

 

Caratterizzazione architettonica

Viste e considerate le caratteristiche dell’area di intervento, dalla topografia pianeggiante di piana alluvionale con fenomeni di ristagno e possibile risalita a sfioro delle acque di falda; analizzate le possibilità di smaltimento delle acque bianche e le problematiche geotecniche legate alla natura limosa dei terreni superficiali, il progetto ha operato alcune scelte significative che vengono a definire la specifica caratterizzazione degli edifici.

La sezione, come principio generativo della specifica articolazione dell’edificato, mostra il rapporto con il suolo. La costruzione di un basamento allargato alla base dell’edificio, che ricovera i parcheggi seminterrati, rimanda all’idea delle architetture contadine con il basamento scarpato e molto chiuso, ma risponde anche ad esigenze tecniche di allargamento della superficie della platea fondazionale in rapporto alla scarsa portanza del terreno. Nello stesso modo, mentre da un’idea di stabilita e solidità dell’edificato, risolve il problema della sicurezza degli alloggi anche rispetto a situazioni critiche di risalita dell’acqua o di piene alluvionali.

Ma ancora la scelta di localizzare 1 parcheggi seminterrati consente la realizzazione di tutti gli spazi necessari a soddisfare le richieste di posti macchina al coperto senza perdere un piano utile rispetto alla quota massima fissata per I’edificato. In tal modo sono stati previsti all'esterno solo 1 parcheggi richiesti per legge e cosi la massima superficie potrà mantenere le necessarie caratteristiche di permeabilità.

 

Ma se il piano definisce vincoli e condizionamenti quali orientamento, allineamenti in pianta ed alzato o specifico rapporto con lo spazio pubblico per garantire una sorta di unitarietà delle parti edificate, sarà poi il singolo progettista a definirne nel dettaglio la caratterizzazione architettonica.